Madrid è una capitale relativamente giovane rispetto a Roma, Parigi o Londra: per secoli fu un piccolo centro castigliano, e la sua fortuna cominciò solo quando un re decise di farne la sede della corte. Questa pagina ne ripercorre le tappe principali. Fa parte della guida di Madrid; per il quadro nazionale vedi la storia della Spagna.
- 852-886L'emiro di Cordova Muhammad I fa costruire la fortezza di Mayrit sopra il Manzanares.
- 1085Alfonso VI di Castiglia conquista Madrid, nella campagna che porta alla presa di Toledo.
- 1202Alfonso VIII concede a Madrid il suo statuto, il Fuero.
- 1561Filippo II stabilisce la corte a Madrid, che diventa capitale.
- 1601-1606La corte si trasferisce per cinque anni a Valladolid, poi torna definitivamente.
- 1619È completata la Plaza Mayor.
- 1734Un incendio distrugge l'Alcázar degli Asburgo; inizia il nuovo Palazzo reale.
- 1759-1788Regno di Carlo III, "il miglior sindaco di Madrid".
- 1808Il 2 maggio la città insorge contro le truppe napoleoniche.
- 1819Apre il Museo del Prado.
- 1919Inaugurazione della prima linea della metropolitana.
- 1936-1939Durante la guerra civile Madrid resiste per quasi tre anni all'assedio delle truppe di Franco.
- 1975-1978Morte di Franco e transizione alla democrazia; nasce la Movida.
- 1983Nasce la Comunità autonoma di Madrid.
- 2004L'11 marzo gli attentati ai treni pendolari causano 192 vittime.
- 2021Il Paseo del Prado e il Retiro entrano nel patrimonio UNESCO.
Mayrit, la fortezza araba
Nel IX secolo l'emiro omayyade di Cordova Muhammad I fece costruire una fortezza su un'altura sopra il fiume Manzanares, per difendere Toledo dagli attacchi dei regni cristiani del nord. Il nome arabo, Mayrit, si riferisce probabilmente ai corsi d'acqua sotterranei della zona. Della fortezza resta un tratto delle mura arabe in Cuesta de la Vega, sotto la cattedrale dell'Almudena, la cui leggenda racconta di un'immagine della Vergine nascosta nelle mura e ritrovata dopo la conquista.
Il borgo castigliano
Nel 1085 Alfonso VI di Castiglia conquistò Madrid. Per i successivi cinque secoli fu una città di medie dimensioni, abitata da cristiani, musulmani ed ebrei, sede di alcune riunioni delle Cortes e residenza occasionale dei re, attratti dalle foreste piene di selvaggina. A questo periodo risale la figura di sant'Isidro, contadino del XII secolo diventato patrono della città.
La capitale degli Asburgo
Nel 1561 Filippo II decise di stabilire la corte a Madrid, al centro della penisola, vicino al cantiere del monastero dell'Escorial. La città esplose: da circa ventimila abitanti passò in pochi decenni a oltre centomila. Fu l'epoca del Secolo d'oro: Cervantes, Lope de Vega, Calderón, Quevedo e Velázquez vivevano a Madrid, e la Plaza Mayor ospitava feste, corride e autodafé. Ma la città cresceva in modo disordinato, con vie strette e sporche: fu chiamata la "Madrid dei conventi" per le decine di case religiose.
I Borbone e l'Illuminismo
Con l'arrivo dei Borbone nel 1700 Madrid cambiò volto. Filippo V fece costruire il nuovo Palazzo reale, e soprattutto Carlo III, che era stato re di Napoli, trasformò la città con una politica di grandi opere: illuminazione pubblica, pavimentazione, fognature, la Puerta de Alcalá, il Paseo del Prado con il Giardino botanico, l'Osservatorio e il museo che sarebbe diventato il Prado, la fontana di Cibeles. Il suo architetto preferito era l'italiano Francesco Sabatini.
Il 2 maggio e l'Ottocento
Il 2 maggio 1808 i madrileni si ribellarono alle truppe francesi di Napoleone, che occupavano la Spagna: la rivolta fu repressa nel sangue, con le fucilazioni immortalate da Goya, e diede inizio alla guerra d'indipendenza. L'Ottocento fu un secolo di rivoluzioni e pronunciamenti, ma anche di modernizzazione: arrivarono la ferrovia, il Canal de Isabel II con l'acqua della sierra, l'Ensanche dei quartieri di Salamanca e Chamberí. All'inizio del Novecento si aprirono la Gran Vía e la metropolitana.
La guerra civile
Durante la guerra civile (1936-1939), Madrid fu il simbolo della resistenza repubblicana: nel novembre 1936 le truppe di Franco arrivarono alle porte della città, nella Casa de Campo e nella Città universitaria, ma furono fermate al grido di ¡No pasarán!. La città resistette quasi tre anni sotto i bombardamenti, fino alla resa del marzo 1939. Vedi la guerra civile spagnola.
Dal franchismo alla democrazia
Il dopoguerra fu un periodo di fame e repressione, poi negli anni Cinquanta e Sessanta Madrid crebbe enormemente con l'immigrazione dalle campagne, inglobando i comuni vicini. Dopo la morte di Franco nel 1975 la città visse la transizione democratica e l'esplosione della Movida madrileña, con il sindaco Enrique Tierno Galván. Dagli anni Novanta Madrid è diventata una metropoli europea, centro finanziario e meta di immigrazione dall'America Latina e da tutto il mondo. L'11 marzo 2004 gli attentati islamisti ai treni pendolari, con 192 vittime, segnarono profondamente la città.
Perché i madrileni si chiamano gatti
I madrileni nati in città da genitori madrileni si chiamano scherzosamente gatos, gatti. La leggenda racconta che durante la conquista del 1085 un soldato di Alfonso VI scalò le mura arabe con l'agilità di un gatto per piantare la bandiera cristiana: da allora lui e i suoi discendenti furono chiamati così.
Per i monumenti legati a questa storia vedi cosa vedere a Madrid e la Madrid degli Austrias.