La storia dell'arte in Spagna comincia in fondo a una grotta. Nel Paleolitico superiore i cacciatori che vivevano lungo la costa settentrionale dipinsero e incisero sulle pareti delle caverne bisonti, cavalli, cervi e segni astratti, creando uno dei più grandi complessi di arte preistorica al mondo.
Altamira e le grotte cantabriche
La grotta di Altamira, vicino a Santillana del Mar in Cantabria, fu scoperta nel 1868 e le sue pitture furono riconosciute nel 1879 da Marcelino Sanz de Sautuola e dalla figlia Maria. Per anni gli studiosi rifiutarono di credere che uomini preistorici avessero potuto realizzare opere così raffinate: solo all'inizio del Novecento la loro autenticità fu accettata. Il celebre soffitto policromo, con i bisonti dipinti in rosso e nero sfruttando i rilievi naturali della roccia, risale a circa 14.000-15.000 anni fa, mentre altre parti della grotta sono molto più antiche. Per proteggerla, la grotta originale è quasi sempre chiusa; i visitatori vedono una fedele riproduzione, la Neocueva, nel museo accanto.
Altamira fa parte di un sito UNESCO che comprende diciassette grotte dipinte di Cantabria, Asturie e Paesi Baschi, tra cui El Castillo e Las Monedas a Puente Viesgo, Tito Bustillo a Ribadesella, Covalanas, Ekain e Santimamiñe. Alcune sono ancora visitabili in piccoli gruppi. Nella grotta di El Castillo alcune mani in negativo e dischi rossi sono stati datati a oltre 40.000 anni fa, tra le più antiche espressioni artistiche conosciute.
L'arte all'aperto e l'arte levantina
Non tutta l'arte paleolitica è nascosta nelle grotte. A Siega Verde, vicino a Ciudad Rodrigo, centinaia di figure di animali sono incise su rocce all'aperto lungo il fiume Águeda, come nella vicina valle del Côa in Portogallo, con cui forma un unico sito UNESCO.
Più tardi, dopo la fine dell'ultima glaciazione, lungo la costa mediterranea si sviluppò l'arte rupestre levantina, patrimonio UNESCO con centinaia di ripari dipinti dalla Catalogna all'Andalusia. Qui i protagonisti sono gli esseri umani: piccole figure di cacciatori con archi, scene di danza, raccoglitori di miele, guerrieri, dipinte con vivacità sotto le sporgenze di roccia, come a Valltorta (Castellón), Cogul (Lleida) o Minateda (Albacete).
Megaliti e culture dell'età del bronzo
Con il Neolitico e l'età dei metalli comparvero i grandi monumenti di pietra. Ad Antequera, vicino a Málaga, i dolmen di Menga e Viera e la tholos di El Romeral, insieme ai rilievi della Peña de los Enamorados e del Torcal, formano un sito UNESCO: Menga, costruito quasi 6.000 anni fa, è uno dei più grandi dolmen d'Europa. A Los Millares, vicino ad Almería, sorgeva un insediamento fortificato dell'età del rame, e la cultura di El Argar dominò il sud-est nell'età del bronzo.
Nelle isole Baleari, soprattutto a Minorca, la cultura talaiotica ha lasciato torri di pietra (talaiots), recinti con grandi pietre a forma di T (taules) e tombe a forma di barca rovesciata (navetas), riconosciute come patrimonio UNESCO nel 2023.
Gli Iberi
Nel primo millennio a.C. la cultura degli Iberi produsse una scultura originale, influenzata da Greci e Fenici. Il suo capolavoro è la Dama de Elche, un busto femminile in pietra con elaborati ornamenti, trovato nel 1897 vicino a Elche e oggi al Museo Archeologico Nazionale di Madrid, insieme alla Dama di Baza. Il racconto prosegue con l'arte antica di Fenici, Greci e Romani.