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Politica in Spagna
Politica in Spagna

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Elezioni
spagnole come è andata
La Costituzione del 1978 ha definito la Spagna una monarchia
costituzionale, il cui Re è
Juan Carlos I, proclamato nel 1975, e dove il potere
esecutivo è in mano al Presidente del governo, ruolo attualmente
rivestito da José Luis Rodriguez Zapatero.
Dopo anni in cui il governo è stato retto dal Partito Popolare (PP) di
José María Aznar, (il quale, in seguito agli attacchi terroristici
agli Stati Uniti dell'11 Settembre 2001 divenne un alleato fondamentale
nel conflitto contro il terrorismo supportando l'intervento in Iraq) il
14 marzo del 2004, ha vinto le elezioni il Partito Socialista dei
Lavoratori Spagnoli (PSOE), il cui leader è Zapatero.
Le elezioni parlamentari del 2004 avvennero solo tre giorni dopo il devastante
attacco terroristico a
Madrid, che vide l’esplosione di quattro treni
regionali di Madrid in quattro stazioni differenti. Le esplosioni,
avvenute nell’ora di punta poco prima delle 8 del mattino, nelle
stazioni di Atocha, El Pozo del Tío Raimundo, Santa Eugenia e in un
convoglio nei pressi di via Téllez, provocarono 191 vittime e oltre 2000
feriti. E queste sono solo le cifre ufficiali, che bastarono però a
qualificare l’attentato come il primo in Europa per numero di feriti,
tra gli attacchi sofferti in tempi di pace.
La prima conseguenza di questa tragedia fu lo scatenarsi di un forte
contrasto tra Partito Popolare e Partito Socialista dei Lavoratori
Spagnoli a proposito di chi ne fosse l’autore, se l’ETA (organizzazione
indipendentista basca) o Al-Qaeda.
L’attentato venne considerato frutto del terrorismo islamico e alle
elezioni, non senza tensioni e manifestazioni vinse il PSOE.
Zapatero, dopo le elezioni, ha garantito la presenza di numerose donne
in Parlamento e al Governo, si è distanziato dalla linea politica degli
Stati Uniti, ha varato una legge liberale sulla fecondazione
assistita ed ha attuato varie misure di riforma della pubblica
amministrazione. Il governo ha inoltre provveduto ad aumentare la costruzione
di case popolari, ha imposto l’eliminazione dai luoghi pubblici di
statue che rappresentassero Franco, ha preso provvedimenti per
combattere anoressia e bulimia.
Con la riforma del lavoro si sono visti
consolidati pari diritti ed opportunità a uomini e donne e sono stati
introdotti incentivi per l’assunzione dei giovani. E’ stato approvato il
diritto al matrimonio per le coppie omosessuali, garantendo sia a loro
che alle coppie di fatto di adottare figli, è stata legalizzata la
sperimentazione medica della cannabis ed eliminato l’obbligo per gli
studenti di ricevere l’insegnamento della religione cattolica insieme a
diverse altre riforme spesso criticate, soprattutto dalla Chiesa
Cattolica, perché progressiste.
Infine il Governo di Zapatero ha scelto di accentuare la natura
federalista dello stato, garantendo maggiore autonomia alle varie
regioni. La Spagna, infatti, è suddivisa in
17 comunità
autonome (Andalusia,
Aragona, Asturie,
Baleari, Canarie,
Cantabria, Castiglia-La Mancia,
Castiglia-León, Catalogna,
Estremadura, Galizia,
La Rioja, Madrid (Comunità autonoma,
Murcia, Navarra,
Province Basche, Comunità Valenciana) e due città autonome (Ceuta e
Melilla,
in Marocco).
Il caso che ad oggi crea più polemiche riguarda la sempre maggiore
autonomia richiesta dalla
Catalogna, all’interno della quale sono molto forti le forze
nazionaliste che vorrebbero rendersi del tutto indipendenti. Complessa è
anche la questione della lingua, che per molti, in particolare
appartenenti alle classi alte o provenienti dalle regioni rurali,
dovrebbe essere il catalano e non il castigliano, anche se l’alta percentuale
di immigrati provenienti da tutta la Spagna e dall’America Latina rende
per il momento improbabile l’uso esclusivo del catalano.
Zapatero si è anche impegnato per avviare un dialogo coi separatisti
baschi appartenenti all’ETA (organizzazione di lotta armata creata per
sostenere l’indipendentismo basco) per evitare altri sanguinosi
attentati di cui spesso le vittime sono stati civili innocenti.
L’ETA infatti rappresenta una delle questione più spinose per il governo
spagnolo, e proprio nel momento in cui sembrava essersi raggiunta una
tregua l’organizzazione ha colpito ancora, con un attentato, il 30
dicembre 2006, nell’aeroporto di Barajas. In seguito a tali avvenimenti
il Primo Ministro ha sospeso il dialogo di pace con l’ETA richiamando le
varie forza politiche ad unirsi in un’azione comune contro la minaccia
di questa organizzazione.
La Spagna è attualmente uno Stato che sta affrontando un momento di
rapida e esponenziale
crescita economica, sviluppo sociale e cambiamento
strutturale. Grazie alla spinta delle liberalizzazioni dei governi
Aznar, supportata anche dal governo Zapatero, il paese è riuscito a
ottenere una crescita annua forte (+ 3.5% nel 2007, + 3% stimato nel
2008). Il turismo e l’edilizia, insieme alla flessibilità del lavoro,
sono risultati elementi fondamentali della crescita ed hanno contribuito
fortemente alla riduzione della disoccupazione.
Le
elezioni svoltesi in Spagna nel 2008 hanno visto la conferma del premier
Zapatero e la sconfitta del candidato popolare. In proposito leggi il nostro
speciale "Elezioni
spagnole come è andata".
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