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spagnole come è andata
Mancano ormai pochi giorni alle elezioni in
Spagna e i due candidati giocano le loro ultime carte. Zapatero
il socialista contro Rajoy il popolare e anche Zapatero contro i
vescovi, verrebbe da dire. Gli ultimi due avvenimenti della campagna
elettorale sono stati il dibattito in tv, il faccia a faccia, tra
i due contendenti, nettamente vinto da Zapatero e la nomina da parte
della Conferenza Episcopale del suo presidente, il vescovo Varela,
noto oppositore del premier.
Il dibattito in tv è stato caratterizzato dal richiamo da parte di
Mariano Rajoy alla guerra in Iraq, dal suo affermare che
l'intervento a fianco di America e Inghilterra da parte del allora
premier Aznar sia stato la scelta giusta. Una sorta di suicidio politico
considerando che oltre 90% degli spagnoli si è sempre schierato contro
il conflitto.
Colpo di scena è stata poi la nomina a Presidente della Conferenza
Episcopale Spagnola del Vescovo di Madrid, Varela e il conseguente
acuirsi del contrasto tra laici e cattolici di Spagna.
Con la nomina di Varela, noto oppositore del Governo in carica,
la presa di posizione della Chiesa è stata netta. Il nuovo presidente
della conferenza episcopale è stato difatti uno dei promotori due anni
fa di una manifestazione contro il governo socialista e la legge che ha
istituito i matrimoni omosessuali. Anche nello scorso dicembre Varela ha
capeggiato una protesta contro il governo, accusato di attentare alla
democrazia e ai diritti fondamentali. La Chiesa in generale rinfaccia al
capo del governo tutte le riforme legate alla sessualità che ritiene di
sua competenza, la legge sul divorzio rapido, sul cambiamento di sesso
senza operazione chirurgica, sulla clonazione terapeutica.
Varela è stato eletto a sorpresa, a spese del vescovo di
Bilbao
Ricardo Blazquez, nettamente più vicino alla sinistra. Fu lo stesso
Blazquez a chiedere alla Chiesa di riconoscere gli errori fatti durante
la guerra civile quando, più per convenienza e per ideologia fu vicina
alla dittatura. La chiesa durante la dittatura di Franco visse difatti
in una condizione di assoluto privilegio, quale religione di Stato,
unica riconosciuta fino al 1967.
Zapatero ha precisato che se vincerà, come sembra probabile, le elezioni
prenderà chiara posizione sulla situazione ed è molto probabile che si
inneschi un vero e proprio conflitto tra laici e cattolici, un conflitto
destinato a essere territorio di esperimenti anche per le altre sinistre
europee.
In gioco il ruolo centrale della Chiesa Spagnola, che riceve dallo Stato
corposi finanziamenti ed è l'unica fede autorizzata a ricevere una
percentuale dell’Irpef. Le altre fedi reclamano pari diritti, un membro
del partito di Zapatero ha dichiarato apertamente che se i socialisti
vinceranno la Chiesa dovrà avviarsi verso l’autofinanziamento.
Certo è che in Spagna la politica parla chiaro e lo scontro con la
Chiesa non è certo mascherato…
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