|
sei qui
►
Approfondimenti sulla Spagna
►
Politica in Spagna
►
Elezioni spagnole
Elezioni spagnole

▪
Ordinamento della Spagna
▪
Classe
politica spagnola
▪
Riforme di Zapatero
▪
Elezioni Spagna 2008
▪
Elezioni
spagnole come è andata
Abbiamo trattato delle
elezioni in
Spagna del 2008 in un articolo precedente, tra
previsioni e provocazioni. Ma come è andata a finire?
Zapatero continuerà a governare per
altri quattro anni. Affluenza alle urne superiore al 75% e vittoria dei
socialisti con un buon margine, circa quattro punti, in linea con quanto
i sondaggi delle ultime due settimane annunciavano.
Il Partito Popolare arriva al 40% dei voti, in
seggi 167 vanno ai socialisti e 155 ai popolari.
Il governo socialista, pur non avendo ottenuto
la maggioranza assoluta, avrà bisogno del consenso di solamente nove
deputati esterni al partito per approvare le leggi.
Si accentua il bipolarismo e risultano
fortemente ridimensionati i piccoli partiti: tracollo per la
sinistra di Izquierda Unida, che con soli tre seggi non potrà formare
nessun gruppo parlamentare, male gli indipendentisti catalani di
Esquerra Republicana, fanno eccezione i nazionalisti catalani di
Convergencia i Uniò, che vedono aumentare da loro presenza in Parlamento
di un seggio, da 10 a 11, tiene il Partito Nazionalista Basco.
Ricuciti i rapporti con la Chiesa,
almeno sembra. A un giorno dalle elezioni difatti il cardinale Varela,
neo eletto presidente della Conferenza Episcopale, e aperto oppositore
del leader socialista, si congratula con Zapatero, assicurando la
"preghiera della Chiesa" a supporto del suo operato. Dal canto suo
Zapatero, fallita la strategia della Chiesa spagnola contro di lui, si
dimostra aperto al dialogo, affermando alla prima conferenza dopo la
vittoria che "bisogna governare con più umiltà e rafforzare la
capacità di dialogo" (leggi con la Chiesa e con l'opposizione).
Intanto nell'opposizione diverse sono le voci
che si sollevano contro il leader del partito popolare, Mariano Rajoy,
e diverse le richieste di un rinnovamento ai vertici.
Resta il fatto che i popolari hanno comunque
guadagnato in voti e numero di seggi ma la strategia dello scontro, pur
permettendo di conservare la propria base, non ha permesso loro di
andare al governo. In una battaglia polarizzata, dove è chiaro che la
Spagna si muove verso il bipartitismo, i socialisti si affermano e
promettono di dialogare con l'opposizione per importanti riforme
istituzionali.
L'Europa, l'Italia guardano alla Spagna,
all'affermarsi del bipolarismo e alla sconfitta dei partiti piccoli,
alla promessa di Zapatero di governare con il dialogo sociale e
politico, cercando il consenso, rifuggendo la politica dello scontro.
|